Yoga Fly on Air è una pratica che combina elementi provenienti dallo yoga e dalle arti circensi.
Si tratta di un’attività impegnativa ma molto divertente che in breve tempo può portare numerosi benefici tanto al corpo quanto alla mente. Si avvale di un’amaca fatta di un tessuto particolare che sostiene il corpo e gli permette di sfruttare l’antigravità, rendendo più facile l’esecuzione di alcune asana che altrimenti sarebbero ostacolate dalla forza di gravità.

E’ rivolta a tutti e a tutte le età. Lo dimostra il fatto che la platea di partecipanti, negli anni, ha visto il coinvolgimento anche di uomini e donne che hanno superato i sessant’anni in buona forma fisica.Ed è innanzitutto questa la proprietà benefica di una disciplina rivoluzionaria, che non si pone limiti nel coniugare benessere fisico e mentale, attraverso un percorso che offre risultati immediati nella sfera del nostro benessere.
Superare ostacoli ritenuti insormontabili è l’incipit che meglio rappresenta gli effetti della sperimentazione, ormai consolidata e collaudata da centinaia di praticanti.
Tutto è possibile, insomma. Senza competizioni. La vera competizione è verso noi stessi, siamo noi che sfidiamo i nostri blocchi e le nostre barriere, li analizziamo, ne scopriamo i punti di sofferenza e li superiamo.

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Il primo step di inserimento nella pratica sono “aum” e “mantra” per sciogliere la mente dai turbamenti quotidiani, il primo ostacolo per lo scavalcamento delle energie contrarie. Riscaldiamo il corpo con i “saluti al sole” per estendere le facoltà e dilatare l’elasticità muscolare mentre lo Surya Namaskara ci aiuta a mantenere costante una corretta e regolare respirazione.

Secondo step sono le “asana” o posizioni sulla amaca che ci consentono di avere un perfetto allineamento per la stabilizzazione dei muscoli della schiena.
Nei corsi più avanzati sono previste anche delle evoluzioni, che richiamano ad esercitazioni simili a quelle degli equilibristi circensi, rendendo anche spettacolare le figure che incredibilmente riusciamo a realizzare. Terzo movimento invece è il defaticamento con le “asana” che si svolgono in posizione da riposo fino alla conclusione in savasana (posizione del cadavere) che è la più importante e la più difficile e dove la mente si libera definitivamente dalle prorpie afflizioni.